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Il progetto

l progetto di restauro della chiesa della SS. Trinità di Teregua è stato redatto dall’arch. Stefano Tirinzoni, per conto della Parrocchia di S. Nicolò Valfurva, a seguito dell’incarico conferitogli il 10 novembre 2006; consegnato il 29 marzo 2007, il progetto ha successivamente ricevuto l’approvazione della Curia vescovile di Como e delle competenti Soprintendenze.

Preliminarmente all’elaborazione del progetto, tra dicembre 2006 e febbraio 2007 si è esperita una campagna di rilevazioni geometriche e materiche che ha permesso la stesura delle piante ai vari livelli, delle sezioni più rappresentative e dei fronti sia esterni che interni; completata da una campagna di saggi stratigrafici sugli intonaci e sulle decorazioni pittoriche interne (concordata con la competente Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Milano e condotta dal restauratore Marco Illini) ha portato alla definizione dello stato di consistenza e di conservazione della chiesa , all’individuazione delle problematiche, nonché alla determinazione degli interventi da attuare, il tutto di seguito descritto.

La chiesa della SS. Trinità è costituita da un piccolo edificio in muratura di pietrame articolato nel corpo principale della chiesa vero e proprio ad una navata e nell’attiguo corpo della sacrestia al di sopra del quale vi è un locale di deposito. L’edificio ha una superficie coperta di 111,70 m2, ai quali si aggiungono 8,00 m2 del corpo scale esterno; in complesso dunque il sedime dell’edificio copre una superficie di 119,70 m2.

Le murature perimetrali ed interne sono costituite da pietrame e malta di calce con intonaci sia esterni che interni a base di calce. La copertura a capanna è strutturata con travi, travetti ed assiti in legno sormontati da un manto in “piode” di pietra locale; le lattonerie sono in lamiera zincata. Al di sopra della copertura si innalza la piccola torretta campanaria. Le pavimentazioni interne sono costituite da battuti di calce nella navata principale e da battuti, forse cementizi, con impronte a puntini a forma di stella a otto punte nell’abside e nella sacrestia. Al piano superiore vi è un loggiato ligneo con impiantito e parapetto in legno dipinto con strati pittorici policromi. Le strutture di copertura dell’aula sono costituite da volte in pietrame e malta a forma di crociera per la zona absidale e da un solaio piano costituito da travi lignee che sorreggono sia l’assito superiore (per il calpestio del sottotetto) sia l’incannicciato inferiore finito a intonaco di calce e decorato sull’intradosso con disegni geometrici. Le strutture di copertura in legno, comprese le gronde, sono state rifatte a nuovo a cavallo degli anni ’70 e ’80 del secolo scorso.

In occasione dei lavori di ampliamento della strada pubblica è stato realizzato un muro a ridosso del fronte sud riducendo lo spazio al perimetro dell’edificio; sopra questo muro in pietrame è stata realizzata una copertina cementizia; in concomitanza con questi lavori è andato distrutto in parte il muro di cinta nella porzione dell’angolo sud-ovest ed è stato rimosso il cancello in ferro (ora depositato nella sacrestia). Sul lato nord vi è una scala che conduce ad una sorta di terrazzino dal quale si ha accesso al piano del loggiato ed al deposito soprastante la sacrestia. Al di sotto di questa struttura vi è una rientranza voltata riempita di materiale lapideo.

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