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Restauro degli apparati decorativi murari

La chiesa dispone di un complesso insieme di decorazioni pittoriche parietali che si articolano in tre principali episodi: il ciclo di affreschi che decorano le pareti e la volta dell’abside, i due affreschi che decorano le reni dell’arcone che divide la navata dal presbiterio e l’affresco della lunetta della facciata posta sopra la porta principale. Completano il quadro le campiture pittoriche in parte decorate della navata con le pareti ed il soffitto piano.

Tutti i sopraelencati apparati saranno oggetto di interventi di restauro con metodologie differenziate a seconda dei casi. L'affresco della SS. Trinità nell'abside L’esame visuale, associato alle risultanze dei saggi stratigrafici eseguiti, consente di ritenere che lo stato di conservazione degli apparati sia sostanzialmente buono e che al di sotto del vasto e talvolta invasivo intervento di ridipintura avvenuto in epoca recente sono ampiamente conservati gli affreschi più antichi. L’intervento di restauro non potrà essere affrontato se non dopo la conclusione dei lavori di restauro architettonico ed in particolare delle opere di deumidificazione, consolidamento statico e riordino degli intonaci.

In linea generale gli interventi sugli affreschi riguarderanno il discialbo delle ridipinture, la sistemazione e la riadesione alla muratura, ove necessarie, del supporto intonacato con eliminazione di eventuali parti cementizie, il preconsolidamento della pellicola pittorica ed il fissaggio delle scaglie distaccat

Per quanto attiene al recupero delle pareti e del soffitto della navata, dove sono evidenti gli interventi recenti di ritinteggiatura e di decorazione a stampone, si provvederà ad un discialbo completo delle croste pittoriche attuali, che appaiono peraltro abbastanza tenaci, e si riproporrà la finitura rilevabile nello strato pittorico più profondo, che è caratterizzata da campiture a finta muratura con conci di pietra stilati; il soffitto riprenderà l’incorniciatura ed il fondo più antichi.

Restauro degli elementi lignei

L’ancona lignea, che dal 7 Febbraio 2007 si trova presso il laboratorio del Museo di Storia ed Arte di Sondrio dove è in corso l’intervento di restauro a cura della restauratrice Maria Paola Gusmeroli, è stata oggetto nel tempo di manutenzioni e restauri consistenti in una o più massicce ridipinture di notevole spessore. Il numero di interventi che si è succeduto è così ampio da rendere difficoltosa la discriminazione tra gli strati originali e il rifacimento. La Madonna del latte dell'ancona L’intervento di restauro viene preceduto da indagini per l’identificazione dei materiali costitutivi originali della policromia e per lo studio della distribuzione degli stessi al fine di conoscere la tecnica di realizzazione, collocare correttamente l’opera dal punto di vista storico-artistico e orientare le operazioni di pulitura.

Il restauro vero e proprio, previa esecuzione di saggi di pulitura, consiste nella rimozione delle ridipinture, fermatura e consolidamento della pellicola pittorica e della doratura, consolidamento e verifica della struttura lignea, stuccatura delle lacune, restauro pittorico delle mancanze con il metodo della selezione cromatica, doratura e patinatura delle mancanze di materia dorata, protezione finale e protezione antitarlo con Permetar in essenza di petrolio.

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